{"id":912,"date":"2019-03-16T14:48:50","date_gmt":"2019-03-16T13:48:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giancarlofarina.com\/news\/?p=912"},"modified":"2020-09-28T15:23:07","modified_gmt":"2020-09-28T13:23:07","slug":"mortadella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giancarlofarina.com\/news\/mortadella\/","title":{"rendered":"Mortadella"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"604\" height=\"339\" src=\"https:\/\/www.giancarlofarina.com\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/1917840_1186565101703_2047703_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-914\" srcset=\"https:\/\/www.giancarlofarina.com\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/1917840_1186565101703_2047703_n.jpg 604w, https:\/\/www.giancarlofarina.com\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/1917840_1186565101703_2047703_n-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Mi dia due etti di Mortadella\u2026<br>Zac zac zac Sono due etti e mezzo, lascio?<br>Se penso a quante volte deve essere successo penso a vagoni e vagoni di Mortadelle che sono state vendute in pi\u00f9. <br>Penso a mortadellari super ricchi che hanno realizzato ville, auto di lusso e yacht con i mezzi etti di Mortadella venduti con il trucchetto del \u201cLascio\u201d a scapito di noi poveri mortadel-dipendenti.<br>Quante volte mi e\u2019 venuto l\u2019impeto di dire, si\u2019\u2026 tolga pure. Almeno solo per soddisfare la curiosit\u00e0 di vedere l\u2019astuto commesso capitolare e vederlo in difficolta\u2019 ad inventarsi un angolo dove mettere quella Mortadella tagliata in eccesso. Ma inevitabilmente \u201cl\u2019uomo cattivo\u201d mi avrebbe risposto calando le fette di mortadella dall\u2019alto direttamente nella propria bocca aperta estraendo un beffardo \u201cnon me ne frega un cazzo di questo mezzo etto non venduto, non e\u2019 nemmeno la pi\u00f9 piccola estremit\u00e0 del mio iceberg di ricchezza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma no! la mortadella merita di pi\u00f9 di uno squallido racconto gentista. Da bravo buonista vi racconto come e\u2019 la mia vera storia sulla mortadella. Da bambino mia madre mi mandava a fare piccole spese dal \u201ccasol\u00ecn\u201d, cosi\u2019 si chiamava il negozio di alimentari e il suo gestore dalle mie parti. <br>Quando arrivavo dal casol\u00ecn c\u2019era quasi sempre da aspettare per essere serviti. Io, non piu\u2019 alto della meta\u2019 del banco frigo, sostavo in attesa del mio turno davanti a quel luminoso teatro di salumi e formaggi. Poca roba in rapporto alla quantit\u00e0\u2019 di scelta attuale dei supermercati ma comunque uno spettacolo notevole per il mio minuscolo punto di vista di bambino anni \u201970. Il panorama era vario: l\u2019immancabile formaggio Asiago, il formaggio verde con le sue invasioni barbariche, il Fontina dalla non chiara identit\u00e0 sessuale, il vecchio saggio Grana Padano, il Bastardo del Grappa con le sue malefatte e l\u2019ambigua consistenza dell\u2019 Emmental\u2026 tutto chiacchiere e distintivo. Poi in mezzo il grande scatolame conserviero, le alici, lo sgombro e la \u201crenga\u201d (l\u2019arringa), prelibatezze agrodolci delle tre volte all\u2019anno che si compravano. Infine i salumi, il prosciutto cotto, la pancetta, il salame Milano, sembrava di essere in un Luna Park in miniatura e come in tutti i Luna Park ecco la giostra delle giostre, la piu\u2019 famosa, l\u2019immancabile, la signora delle giostre: la ruota panoramica ossia LA MORTADELLA. <br>Un cerchio perfetto che si stagliava alto rispetto alle altre forme, rosa come una mamma, e dietro quel suo mite faccione c\u2019era il suo enorme culone. Ma quanto poteva essere grande una Mortadella intera? Non l\u2019avevo mai vista intera, mi immaginavo un siluro di qualche metro, un sarcofago enorme e pesantissimo a cui servivano uomini e uomini per il trasporto.<br>Nel suo spaccato appariva liscia, priva di rughe e soda, con i dadini bianchi sparsi che sembrava li avesse depositati il vento rispettando chiss\u00e0 quale regola, poi, come in ogni viso perfetto appariva un neo, il grano di pepe che dava credibilit\u00e0 a tutta quella perfezione rosata. <\/p>\n\n\n\n<p>Il mio viso specchiato sul vetro del banco occupava una piccola parte del faccione della Mortadella, potevo spostarmi e far coincidere quel grano di pepe sulla punta del mio naso riflesso, poi mi fissavo, mettevo a fuoco i piani e mi vedevo rosa con i dadini bianchi sulle guance. Altro che Peppa Pig\u2026<br>Poi l\u2019interruzione del viaggio, il casol\u00ecn ti svegliava con un \u201ctocca a te\u201d quasi inquisitorio. Io: \u201cEl me daga du\u2019 etti de Mortadea\u201d (\u201cmi dia due etti di Mortadella\u201d), Lui: \u201cdu\u2019 eti de Bologna?\u201d E io \u201csi\u2019 si\u2019\u201d. Certo perch\u00e9 per il mio casol\u00ecn la mortadella si chiamava \u201cbologna\u201d.<br>Il casol\u00ecn, molto pratico, con un colpo d\u2019occhio guardava se l\u2019affettatrice aveva il vano libero poi di scatto chinava sul banco il busto, prendeva la bologna avvolgendola con le mani come prendesse un bambino in fasce, drizzava la schiena di scatto portandosi appresso quel peso come volesse assicurare un futuro alla sua ernia e appoggiava pesantemente la bologna al suo patibolo. Bum!<br>Il peso della mortadella provocava un sussulto a tutto il banco. Con gesto da prestigiatore il casol\u00ecn accendeva quella moderna ghigliottina. La lama cominciava a girare inesorabile, circolare, tagliente e sottile.<br>Ed ecco che scattava il confronto impari, il casol\u00ecn con gesto armonico faceva scorrere il carrello, la lama affondava il proprio filo nella polpa preziosa come la manna, la fetta cadeva, la mortadella si stava immolando per noi, i suoi caduti in battaglia si stendevano sul foglio senza aver nemmeno combattuto.<br>Ma l\u2019istante stesso rivelava il sua vero significato: ero di fronte al sacrificio. Questo aspetto cambiava totalmente quel gesto impunito e la gioia sostituiva la tristezza. Mi piaceva vederla cadere, soffice, piegarsi e distendersi, aspettavo la prossima fetta scommettendo sulla presenza o meno del grano di pepe. <br>Nel frattempo la sua essenza quasi spirituale si diffondeva anche nell\u2019aria, si moltiplicava sotto le mie narici come le sue fette davanti ai miei occhi. Si consumava tutto in pochi secondi, la passione, la morte e la resurrezione. La Mortadella diffondeva la sua primavera ovunque e ci perdonava per ci\u00f2 che le stavamo facendo.<br>Intanto la lama girava veloce, opaca e unta, cinica e impassibile come la falce della morte non capiva che la sua battaglia apparentemente stravinta era ancora una volta e inesorabilmente persa perch\u00e9 nella memoria dei presenti il ricordo pi\u00f9 profondo e indelebile sarebbe stato per lei, la Mortadella. <br>Povera lama.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi dia due etti di Mortadella\u2026Zac zac zac Sono due etti e mezzo, lascio?Se penso a quante volte deve essere successo penso a vagoni e vagoni di Mortadelle che sono state vendute in pi\u00f9. 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